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Pietrabbondante

Pietrabbondante sorge nei pressi dei tratturi Celano - Foggia e Sprondasino - Castel del Giudice e si presenta arroccata a pietre locali dette morge. Sede, per taluni storici, dell'antica Bovianum Vetus sannitica o dell'altrettanto importante città di Aquilonia, il suo nome fa riferimento, in maniera inequivocabile, proprio alla notevole presenza di rocce, detriti e pietre disseminati in tutto il territorio. Ulteriore conferma è lo stemma comunale, ove campeggiano tre rilievi: la morgia su cui si ergono i ruderi del castello, nella parte più impervia del paese e la morgia dei Corvi e Monte Caraceno (o Saraceno), sulla cui cima sono fortificazioni di età preromana.
La sua nascita si ascrive tra il IX e X sec., in epoca longobarda, quando Pietrabbondante fu capoluogo di una delle 34 Contee del Ducato di Benevento, la Contea dei Borrello, potentissima famiglia feudale della vasta Terra Burrellensis. Molto interessante risulta l'intero centro storico, a struttura medioevale ma con tipologie abitative che hanno previsto l'impiego di materiali provenienti dal vicino sito archeologico. Interesse artistico riveste la Chiesa di Santa Maria Assunta che, costruita nel 1666, cela nel muro posteriore del corpo di fabbrica frammenti di lapidi osche e si apre con un bel portale di fattura barocca. Alla seconda metà del XVII sec. risale anche la costruzione del Palazzo baronale il quale, oggetto di vari rifacimenti, si confonde oggi con gli altri edifici del centro storico. In rudere è la Torre Marchesani, dalla famiglia no-biliare che la fece costruire, incastonata tra le rocce nella parte posteriore del Palazzo, un tempo di notevole altezza. Sulla parte terminale lo stesso palazzo presentava infatti tre torri di abbellimento demolite nel 1800 perché pericolanti.
E' tuttavia la storia antica, a partire dal IV sec. a.C., a lasciare nel territorio di Pietrabbondante tracce di precisa connotazione archeologica ed architettonica, che lo collocano nella grande storia nazionale per la presenza di antichissime vestigia sannitiche sia in località Calcatello, con i celeberrimi santuario e tempio italico, che su Monte Cara-ceno. Nella graziosa piazza Vittorio Emanuele è anche una statua bronzea di circa due metri, che raffigura un guerriero sannita con paramenti tipici e scudo sul braccio sinistro, la cui importanza è sintetizzata dalla magnifica epigrafe scritta da Francesco D'Ovidio, insigne filologo e critico letterario: "Da queste balze di Boviano L'Antico scendeva il Guerriero impavido alla difesa del Sannio. Da queste discesero con equal virtù i figli di Pietrabbondante a morire per l'Italia". La statua è tuttavia copia dell'originale, che è esposta presso il Museo delle Terme di Caracalla in Roma.

Da Visitare

- Parco Archeologico

- Museo Civico