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Vastogirardi

Vastogirardi è un comune di 798 abitanti della provincia di Isernia. È situato a 1200 m. s.l.m. nella parte del Molise confinante con l'Abruzzo. Il territorio di Vastogirardi si estende per una superficie di 60,72Kmq e confina con i comuni di Capracotta a nord, San Pietro Avellana, Castel di Sangro (AQ) e Rionero Sannitico ad ovest, Forlì del Sannio, Roccasicura e Carovilli a sud, Agnone ad est. Da un punto di vista morfologico, il territorio è separato da quello di Capracotta da rilievi che oscillano tra i 1300 - 1350 m., che discendono scoscesi sino al Piano S. Angelo e a Difesa Grande, antica conca lacustre a quota 1100 m. da cui nasce il Trigno. Ad occidente sono i rilievi della Montagnola (1292 m.) e di Monte Miglio (1350 m.), a sud è Monte Pizzi (1370 m.), mentre ad est i rilievi della Montagna Fiorita con il Montarone (1278 m.). Vastogirardi si sviluppa a ridosso di una collina al cui vertice sono il castello e il complesso ecclesiale di San Nicola di Bari. All'interno delle mura è il borgo, che appare ben conservato nell'originaria funzione di difesa, come testimoniano le torri cilindriche inglobate nelle fabbriche ed i supportici tra i corpi edilizi. Frutto di successivi ampliamenti, le chiese di S. Rocco e di S. Maria delle Grazie vengono edificate agli inizi del XVIII sec. ed inglobate nel terzo ampliamento urbano risalente al XVIII - XIX sec. Nel corso del secolo scorso il paese non ha più seguito l'andamento aggregativo a fasce gradonate, secondo l'andamento morfologico del sito, ma si è sviluppato lungo via Garibaldi e via Re d'Italia. Storia [modifica] L'origine del paese risale al 1100 -1200, data di fondazione del castello, ovvero una corte fortificata con al centro una piazza e intorno le abitazioni. Nella sua parte mediana domina la chiesa madre intitolata a San Nicola di Bari, patrono della località. Si presume che il nome Vastogirardi tragga origine dal nome di un capitano crociato, Giusto Girardi. In passato assunse anche il nome di Castrum Girardi per via del castello (altri toponimi attestati risultano Castel Girardo, Rocca Girardo, Guasti Belardi, Guardia Giraldo e Guardia Gerardo) e successivamente il nome attuale presumibilmente perché dalla sommità del paese è possibile godere di un vasto panorama. Vastogirardi ospitò un importante tempio italico risalente al II sec. a. C. detto di Sant'Angelo Indiano, di cui oggi si conservano solo i basamenti nella zona adiacente le Fonti del Trigno. Sulle fondamenta di una originaria cappella fu invece edificata una chiesa intitolata a Maria Santissima delle Grazie, ampliata e restaurata nel 1909 e di cui ancor oggi si venera una bella statua. La leggenda racconta che Ella apparve su un colle, attualmente chiamato Colle della Madonna, dove vi si costruì una cappella. Furono compiuti numerosi tentativi per portare la statua nella chiesa dove è tuttora ma questa tornava sempre sul colle finché scomparve. In seguito fu ritrovata a Minervino Murge, in provincia di Bari, dove attualmente si venera un quadro raffigurante una stessa icona denominata la Madonna del Sabato. In realtà è possibile che tale icona sia stata portata in terra pugliese dai pastori transumanti, essendo Vastogirardi zona montuosa e terra di pastori e greggi. Di probabile origine tardo-longobarda, nel 1260 il feudo di Vastogirardi apparteneva a Raimondo di Maleto per essere assegnato nel 1279 a Restaino Cantelmo, il cui figlio lo alienò, con diritto di recessione, a Corrado Acquaviva (1310), che lo detenne per un ventennio. Nel 1384, tornato al Demanio della Corona, fu concesso in feudo dalla regina Margherita di Durazzo ad Andrea Carafa, signore di Forli del Sannio, la cui famiglia lo detenne sino al 1404, quando passò ai Castelmauro e da questi ai Mormile. Nel 1442 Vastogirardi è feudo dei Caldora, che ne vennero privati nello stesso anno, mentre durante la reggenza aragonese, appartenne ai d'Aquino per passare ai d'Avalois, casa marchesale di Pescara, e di seguito a Faleio d'Afflitto, conte di Trivento. Dal d'Afflitto il feudo venne alienato a Giovan Leonardo Petra, alla cui discendenza si deve la ristrutturazione del castello e la sua trasformazione in palazzo baronale, come attestato da una lapide che sovrasta il portale d'accesso principale. Nel 1691 lo stesso feudo venne acquistato dalla famiglia d'Alessandro del ducato di Pescolanciano, che lo detenne sino alla eversione della feudalità. Nel 1779 Vastogirardi è nel cantone di Agnone; nel 1807 appartiene al distretto di Isernia ed è capoluogo di governo dei comuni di Capracotta, Caccavone (attuale Poggio Sannita), Pescolanciano, Castelluccio in Verrino, Castiglione, Carovilli, Castel del Giudice e Pescopennataro; nel 1811 viene assegnato al circondario di Capracotta, mentre nel 1816 al circondario di Carovilli. Dagli inizi del secolo scorso Vastogirardi è passato da 2800 agli attuali circa 800 abitanti. Antico paese formato da casali sparsi abitati da pastori, abituati a muoversi lungo i tratturi e a stare per mesi lontani da casa, dopo la crisi della transumanza e a seguito del fiscalismo sabaudo, costante è stato il fenomeno migratorio, prima verso l'America Latina, poi verso gli USA, specie dopo il 1918. La maggiore comunità di oriundi si trova tuttavia nella regione canadese dell'Ontario (600); segue Denver (USA) con 400 oriundi. Rispetto al fenomeno migratorio, in paese si ricorda che in moltissimi emigrarono a seguito di una grande carestia che si ebbe in epoca fascista. Nel secondo dopoguerra l'emigrazione si è diretta in Europa, specie Germania e Svizzera, ove vivono 100 oriundi. Agricoltura ed allevamento del bestiame rappresentano le attività principali della popolazione. Il patrimonio archeologico-architettonico di Vastogirardi annovera i resti di un santuario sannitico del II sec. a.C. in località S. Angelo e l'eccezionale complesso del castello fortificato, corte interna e complesso parrocchiale. Portali in pietra delle abitazioni, le stesse in pietrame a pezzatura irregolare, e aperture incorniciate da blocchi lapidei e mensole in pietre sagomate rappresentano invece il carattere dell'edilizia minore. La Chiesa di S. Nicola di Bari risale al XV sec. ma l'edificio risulta integralemente restaurato nel 1702, come attesta un'iscrizione murata nel portale d'ingresso. Ad una sola navata, al cui interno è presente un antico ostensorio in argento, vi si accede attraverso un porticato a sua volta accessibile da una doppia rampa. Al suo fianco vi è un campanile in pietra. Il territorio di Vastogirardi è frazionato in diversi piccoli borghi (Villa San Michele e Cerreto), tutti a vocazione agricola e zootecnica.